Calcio femminile. Capitana dell’Afro-Napoli United si candida con Salvini.

Dura reazione della dirigenza, squadra fuori dal campionato, ma la squadra sta con Titty Astarita

Duro comunicato dai vertici di Afro-Napoli United contro la scelta di Concetta Astarita, capitana della squadra femminile, di candidarsi alle elezioni con una lista civica alleata con il partito di Salvini, con l’annuncio di ritirare la squadra dal campionato campano di calcio.

L’Afro-Napoli United non è una squadra come le altre, non ne abbiamo mai fatto mistero. Nasce come progetto di inclusione e integrazione per dare voce a un’Italia multietnica che già esiste e che quotidianamente è oggetto di discriminazioni e razzismo, vedendosi negare diritti, uguaglianza, opportunità. Ci vediamo perciò costretti a comunicare che, in seguito alla scelta di Titty Astarita, di candidarsi alle elezioni comunali di Marano con una lista civica alleata a Noi con Salvini, non formalizzeremo l’iscrizione al campionato C1 regionale campano di calcio a 11.

Che compatibilità può esistere fra l’Italia dell’amministrazione leghista di Lodi che nega la mensa scolastica ai figli degli immigrati più poveri e l’Afro-Napoli? Quale terreno d’incontro e di dialogo, fra chi sta provando ad annientare il modello d’integrazione virtuosa di Riace e i valori che abbiamo messo insieme al pallone a centrocampo dalla nostra prima partita? Quanto è conciliabile il razzismo dei colpi di arma di fuoco contro migranti e rifugiati, legittimato istituzionalmente dall’alto e fattosi senso comune al punto di spingere dei ragazzini baresi a ricoprire di schiuma un loro coetaneo di origini straniere “così diventa bianco”, con il progetto di inclusione che ci vede in campo dal 2009?

La scelta di Titty Astarita ci ha lasciato perciò esterrefatti. Ci addolora la sua perseveranza nel rifiutare il passo indietro da noi richiestole, soprattutto perché dopo un anno di partecipazione alle vicende dell’Afro-Napoli, in un ruolo chiave di rappresentanza, le dovrebbe essere stato chiaro che quella candidatura la poneva automaticamente fuori dal perimetro dell’idee-guida che sono alla base del nostro sodalizio.

L’Afro-Napoli United ha scelto di non strisciare – aggiungono dalla società calcistica -, di non prestare il fianco a chi ha fatto dello straniero il capro espiatorio di un paese che ha ben altri colpevoli da condannare per la sua decadenza. Questo è il nostro progetto: dimostrare sul campo, con quattro promozioni in cinque anni, che il passaporto, il colore della pelle, la cittadinanza, sono solo dettagli marginali. Che l’unica razza di cui ha senso parlare è quella umana. Che l’Italia, storicamente e tuttora paese di emigranti, non può sottrarsi alla sua responsabilità storica di considerare suoi figli e cittadini tutti i suoi abitanti, si chiamino Gennaro, Ambrogio, Mohamed o Igor.

 

Infine concludono ad alta voce:

Lo diciamo con chiarezza ai soloni immemori della lezione di Karl Popper, a quelli che elevano paradossalmente il razzismo a libertà di parola, a chi derubrica quotidianamente le manifestazioni xenofobe a goliardia: noi saremo sempre intolleranti nei confronti degli intolleranti. Senza un solo passo indietro nei confronti di chi sta provando a scaraventare di nuovo questo paese nell’incubo che credevamo aver consegnato alla storia e all’oblio del tempo nel secolo scorso.

 

 

 

Dal canto suo Astarita risponde:

“Quando mi hanno detto che avrei dovuto scegliere sono rimasta senza parole. Mi sono candidata con una lista civica, non sposo le politiche di Salvini e non mi farei un selfie con lui – ha detto all’Ansa – Avrei capito se mi avessero chiesto di restituire la fascia di capitano, non mi aspettavo mi chiedessero di ritirare la candidatura per restare”.

La calciatrice confessa di aver sofferto molto dopo essere venuta a conoscenza della decisione del suo club:

“Dopo la decisione di mettermi fuori dalla squadra sono stata molto male, ho pianto. Io sognavo il calcio sin da bambina e quando scendo in campo mi sento come se avessi 12 anni; sono stata bene nell’Afro Napoli, credo in molti dei valori per cui lavorano ma proprio per questo non avrei mai immaginato che mi discriminassero”.

Le altre calciatrici, però, non hanno condiviso la decisione del club di estromettere dalla formazione la loro capitana e  si sono rifiutate di scendere in campo per l’ultima partita, quella che avrebbero dovuto giocare il 14 ottobre.“La decisione assunta all’unanimità – è scritto nel documento firmato dalle calciatrici- è dovuta al grave episodio di discriminazione nei confronti del capitano Concetta Astarita esclusa dalla squadra per motivi politici. Ricordando che lo sport dovrebbe essere apartitico e apolitico, la squadra esprime solidarietà al proprio capitano”.

 

 

 

 

Sulla questione è intervenuto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini:

“Gli unici razzisti sono i buonisti di sinistra. Tenete la politica fuori dallo sport!”

ha scritto su Twitter il vice premier.

 

 

Fonte: comunicato stampa

Fonte foto: Internet

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Pubblicato il 15 ottobre 2018
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