Grande affluenza per l’“esercito di terracotta”

Circa 5000 ingressi per la visita all’“esercito di terracotta”. La cultura cinese invade e affascina Napoli.

In poco tempo dal suo debutto lo scorso 24 Ottobre, notevole il numero di visitatori che sono stati affascinati dall’“esercito di terracotta”. Allestita all’interno della Basilisca dello Spirito Santo fino al prossimo 28 Gennaio, ha registrato con una certa costanza file di turisti in attesa sulle scale d’ingresso, in via Toledo.

Tra le possibili motivazioni, la particolarità della mostra: un percorso che si snoda a serpentina al centro della chiesa, dove il visitatore è accolto da una serie di pannelli esplicativi e proiezioni inerenti alla storia della Cina. Un excursus a ritroso di 2000 anni fa rivivere la dinastia Qin (da cui si congettura che derivi il nome del Paese) e il suo più illustre esponente, Qin Shi Huang, primo imperatore della Cina, sepolto a Xi’an. Un ritrovamento eccezionale quanto fortuito quello del contadino Yang Zhifa che, durante lo scavo di un pozzo, ha rinvenuto casualmente un’intera necropoli con il mausoleo dell’imperatore. Tra le stime del contenuto del sito, di cui solo una piccola parte è stata portata alla luce per mancanza di strumenti tecnologici adeguati, si annoverano: oggetti del corredo funerario, di uso quotidiano, tombe, armi, cavalli e un intero esercito in materiale fittile (terracotta) di quasi 8000 unità. Straordinaria la portata di questa scoperta, inclusa dal 1987 tra i patrimoni mondiali dall’UNESCO.

L’esercito è composto da riproduzioni di guerrieri in terracotta, vestiti con corazze in pietra e dotati di armi, poste di guardia alla tomba dell’imperatore Chin Shi Huang, il primo ad aver avviato la costruzione della Grande Muraglia e unificatore della Nazione. Di queste statue sono state riportate alla luce circa 8000 guerrieri, 18 carri in legno e 100 cavalli in terracotta. Si tratta di una replica fedele dall’armata che aveva contribuito a unificare la Cina. Durante il percorso, una sezione è dedicata anche alla spiegazione illustrata nel dettaglio delle fasi di creazione dell’esercito, con alcune miniature dipinte. Le opere presenti nella mostra sono state create dallo stesso calco di quelle originali, cui si affiancano ad ulteriori oggetti (per un totale di 300 reperti, tutti in replica fedele). La fine della mostra è sugellata dalla spettacolare visione di 170 riproduzioni di guerrieri a grandezza naturale schierati in battaglia. Una dimostrazione di sensibilità e apertura verso l’Oriente e la sua storia millenaria.

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Pubblicato il 11 dicembre 2017
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CampaniaCulturaCuriosità

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