”Il talento oltre il genere”: Izi incontra i ragazzi del Giffoni Film Festival

Considerato dalla critica ''tra le più interessanti proposte rap del periodo'', Izi si mette a nudo con la Masterclass ''Il talento oltre il genere'' al Giffoni Film Festival

Diego Germini, in arte Izi, è un giovane e promettente rapper, classe ’95. Nasce in provincia di Cuneo e trascorre la sua infanzia a Genova. All’età di 17 anni abbandona la scuola e scappa da casa. Da questa giovinezza vissuta in bilico tra vagabondaggio e problemi di salute, Izi prenderà spunto per scrivere i testi delle sue canzoni. Testi che ruotano intorno al suo ”mal di vivere”; testi che esaltano solitudine, patimento; versi frenetici che lasciano trasparire pazzia. Il 2016 e il 2017 sono due anni cardine per la sua carriera.  Poi, il tramonto. Trascorre inerme ben due anni tra le mura domestiche, non concedendosi alcun contatto con il mondo esterno, con l’altro da sé. Si rifugia nella solitudine pur di non affrontare i mostri interiori- il diabete, le continue convulsioni, la depressione…

Con questa Masterclass al Giffoni Film Festival, Izi ha voluto interagire con i più giovani. Il punto di partenza? Aletheia, il suo ultimo disco.  ”Questa parola greca l’ho sentita nominare per la prima volta da mio padre”, e’ lo svelamento, la verità assoluta, ”il momento in cui ti accorgi di manifestarti per far manifestare gli altri”. L’urgenza di comunicare, di dar voce alla frustrazione, ai desideri repressi, al ”buio”, è la base di questo disco. Aletheia è l’horror vacui; Aletheia vuole essere uno sfogo; Aletheia è la la voglia di comprendersi. ” La catarsi è quella che voglio per il mio pubblico. Dovremmo più guardarci negli occhi, più imparare ad ascoltarci e ad ascoltare…possiamo comprendere un bambino che ha paura del buio. Non abbiate paura di fare errori, di parlare. Una parola: siate liberi”. Diego si racconta a 360°, sollevando con estrema delicatezza  il velo che ricopre i ricordi d’ infanzia. ”Diego da piccolo era sociopatico, amava la solitudine. Diego da piccolo aveva paura della gente, ma ora è qui. Ho bisogno di parlare, di condividere, pur di liberarmi dall’esoscheletro che mi sono creato”. Diego è un giovane come qualunque altro; Diego è l’esempio per una generazione che non comunica.

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Pubblicato il 25 Luglio 2019
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