La truffa dei biglietti online. Con “Le Iene” scoppia il caso

Matteo Viviani, nella popolare trasmissione, mette in luce il funzionamento del bagarinaggio per i grandi eventi e chi lo manovra

Chi è solito acquistare online biglietti per grandi eventi aveva notato già da svariati anni che qualcosa non quadrasse nel sistema di vendita virtuale, e chiedeva un’indagine sulla questione. Ora finalmente il servizio di Matteo Viviani andato in onda nella trasmissione “Le Iene” dell’8 novembre ha fatto luce su una vicenda che non mancherà di creare scalpore tra i numerosissimi amanti di concerti e spettacoli live.

Come noto, l’agenzia Ticketone è per contratto l’unica autorizzata dagli organizzatori di eventi per la vendita di biglietti. Tuttavia, chi ha usufruito della piattaforma lamenta che sul sito in questione i ticket terminano prestissimo, spesso in meno di mezz’ora, com’è avvenuto ad esempio per l’unico concerto in Italia dei Coldplay per il tour in programma nel 2017. Ma la questione ancora più strana è che a partire dalla mezz’ora successiva alla messa in vendita, molti ticket riappaiono sui siti di bagarinaggio online, a prezzi estremamente maggiorati fino a raggiungere spaventose cifre a tre zeri.

Secondo la versione degli addetti ai lavori fornita fino ad oggi, a rivenderli istantaneamente per guadagnarci qualcosa sarebbero gli utenti stessi. Ma le cose in realtà non starebbero sempre così. Lo ha spiegato una fonte anonima intervistata da Viviani e soprattutto lo proverebbero contratti giunti nelle mani del giornalista.

In barba agli accordi di esclusiva con Ticketone, infatti, risulterebbe che molte società organizzatrici di eventi siano solite cedere un numero elevato di tagliandi anche ad altri siti internet. Questi siti, sfruttando il fatto che gli utenti in cerca del biglietto sono spesso in maggioranza rispetto all’effettivo numero di ticket disponibili per vie ufficiali, costringono i fan più accaniti ad usufruire di queste piattaforme alternative e a spendere cifre esorbitanti per potersi accaparrare l’introvabile pezzo di carta. Ma non solo. La maggior parte del ritorno economico ottenuto con questo sistema non va a queste piattaforme: il 90% dell’incasso torna agli organizzatori dell’evento, che in questo modo intascherebbero molto di più di quanto dovuto, alimentando questo circolo vizioso.

Un giro di soldi, dunque, che non solo violerebbe gli accordi stabiliti con Ticketone, ma che soprattutto grava economicamente sulle spalle di chi ama i concerti dei big della musica ed ha dovuto mettere pesantemente mano al portafoglio. Una vera e propria truffa dunque, ed una situazione che brucia ancora di più se si pensa che alcuni dei salatissimi biglietti, come dichiarato dalla fonte anonima, resterebbero invenduti e depositati in archivio, alla faccia dei tanti che avrebbero voluto assistere al live dei loro beniamini.

Anche la Live Nation, la società organizzatrice di eventi più grande d’Italia (tra i suoi artisti si può citare tra gli altri Vasco Rossi, Tiziano Ferro, Cremonini, Mengoni, Negramaro) ne sarebbe coinvolta. Raggiunto nel suo studio, l’amministratore delegato Roberto De Luca ha dapprima negato tutto, ma poi, messo alle strette, avrebbe confermato l’esistenza di questi contratti e del cospicuo ritorno economico. Ma sarebbero alcuni artisti, a suo dire, a portarli a stringere questi accordi.

Una questione dunque apertissima e che continuerà senza dubbio a far discutere nei prossimi giorni.

Guarda il video delle Iene sul caso

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Pubblicato il 9 novembre 2016
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