Legambiente: Puliamo il Mondo 2018 per la raccolta di oltre 500 kg di rifiuti

Il 26 ottobre si è chiusa la campagna del Clean up mondiale promosso da Legambiente Onlus che ha visto associazioni, comitati, scuole e cittadini

Il 26 ottobre scorso si è chiusa in Campania la campagna “Puliamo il Mondo“, il Clean up mondiale promosso da Legambiente Onlus che ha visto associazioni, comitati, scuole e centinaia di cittadini impegnarsi in prima persona per rendere migliore e più pulito il proprio territorio. Anche le iniziative sul Vesuvio, nell’area del Parco nazionale, hanno visto la raccolta di oltre 500 Kg di rifiuti, tra cui vetro, plastica, pneumatici, metalli, ma soprattutto rifiuti speciali che sono stati rimossi ed avviati al centro di raccolta.

Rifiuti, per la maggior parte “speciali”, gettati nei sentieri come un’immensa discarica  in un luogo emblematico del Parco Nazionale del Vesuvio, dove esiste un intreccio unico tra agricoltura e biodiversità, un Geosito a ridosso delle Aziende vinicole del Lacryma Christi impiantate sulle lave e i prodotti vulcanici dell’eruzione del 1906, un’area naturalistica tra le più importanti dell’area protetta. 

Il più piccolo parco nazionale, il più urbanizzato e dunque il più pericoloso, e nello stesso tempo il più aggredito  Parco d’Europa. Un immenso devastante “Parco della Monnezza” che si estende per l’intero periplo dei confine delle aree urbane dei 13 comuni e delle aree contigue. Un’immagine terribile da lasciare senza fiato e con una rabbia interiore oramai non più contenibile” dichiarano gli organizzatori.

In questi mesi sono stati tanti gli appuntamenti di Puliamo il Mondo,  dal litorale delle spiagge vesuviane all’area Parco e dal 15 settembre prima col World Clean Up Day di Let’s do it e poi con Puliamo il Mondo, diretto da Legambiente sono state decine le azioni sviluppate attorno al vulcano più famoso al mondo e dentro il Parco nazionale del Vesuvio. Centinaia di volontari e scolaresche hanno potuto toccare con mano lo scempio ambientale ed il disastro con cui deve fare i conti quotidianamente l’area naturale protetta,  istituita con il DPR 5 giugno 1995.

Da via Montagnelle, al confine tra Torre del Greco e Trecase, a via Castelluccio, tra Ercolano e San Sebastiano, dal sentiero n.3, fino a S. Maria a Castello a Somma Vesuviana, passando per l’Olivella  di Sant’Anastasia, salendo per l’area della Fungaia del Somma verso Ottaviano, percorrendo la Zabatta e l’alveo della  Profica a San Giuseppe Vesuviano e Terzigno fino ad arrivare all’ultimo scempio di via Argano/Fruscio a Boscotrecase. Senza dimenticare poi le discariche di Stato in località “Pozzelle “ a Terzigno, oltre a tutti i sotterramenti abusivi e scempi ambientali perpetrati a danno del patrimonio pubblico documentato dai tantissimi interventi delle autorità di controllo e certificate da migliaia di foto di volontari e dalle innumerevoli inchieste della magistratura inquirente.

Queste le parole in un comunicato stampa congiunto di Legambiente, Zero Waste Italy, Libera anncf e Let’s Do it Italy:

“Lo vogliamo denunciare con  forza e sdegno perché da troppo tempo si deve purtroppo rimarcare, su questo punto, un colpevole silenzio soprattutto di molti tra coloro che hanno la responsabilità del governo locale, che pur dovrebbero avere a cuore la sorte del Parco poiché fanno parte di uno dei suoi organi, la Comunità del Parco. Ora basta. Non si può più restare inerti dinanzi ad una tale minaccia che mette a rischio la tutela e la protezione dell’Area prima che la sua valorizzazione,  come sancisce la L.394/91. I grandi progetti che interessano il territorio del Parco del Vesuvio non possono prescindere dalla sua messa in sicurezza e bonifica, prima di ogni valorizzazione e sviluppo. Su questa emergenza non più rinviabile abbiamo già chiesto un incontro con l’Assessore Regionale all’Ambiente Fulvio Bonavitacola e di pari passo al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, per rendere pienamente operativo il DEC/SCN/87 del 21.03.1996  che specifica ruoli e competenze istituzionali e dispone gli strumenti idonei alla tutela del bene comune dell’Area protetta del Parco nazionale del Vesuvio. Urge una task force,  un impegno straordinario tra istituzioni, associazioni,  cittadinanza attiva e imprese produttive agricole  per bloccare lo scempio ambientale e ripristinare le condizioni minime di legalità, tutela e salvaguardia del patrimonio di biodiversità  unico nel suo genere. Soprattutto si chiede che da ora in avanti per ogni euro finalizzato allo sviluppo venga allogato un euro per la messa in sicurezza, la tutela e la bonifica del territorio del Parco nazionale. Su questo saremo fermi e in rappresentanza dei tanti comitati, associazioni volontari e cittadini comuni che, insieme a noi e più di noi, si impegnano e  hanno a cuore la risoluzione del problema, se non dovessimo trovare pronto riscontro dalle istituzioni locali e nazionali, non esiteremo a rivolgerci agli organismi della UE di Bruxelles (il cui precedente interessamento attraverso la Commissione Europea Petizioni sulla discarica Sari, avviò la procedura di infrazione comminata all’Italia dalla Corte di Giustizia) e alle organizzazioni internazionali interessate all’area protetta”. 

 

 

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Pubblicato il 30 ottobre 2018
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