Svegliati mondo, lo Zimbabwe sta morendo!

«Robert Mugabe sarà rimosso come presidente dello Zimbabwe: così titola il sito del quotidiano britannico Independent, citando «due fonti del partito di governo del paese, la Zanu-Pf». Il partito...

«Robert Mugabe sarà rimosso come presidente dello Zimbabwe: così titola il sito del quotidiano britannico Independent, citando «due fonti del partito di governo del paese, la Zanu-Pf». Il partito dovrebbe indire nella giornata di domani una riunione speciale del suo Comitato centrale per licenziare il 93enne leader e sua moglie Grace dal ruolo di capo della Lega delle donne della Zanu-Pf.

Emmerson Mnangagwa, il vicepresidente licenziato da Mugabe questo mese, sarà incaricato nuovamente. La notizia arriva dopo che stamane una manifestazione nel centro di Harare aveva radunato migliaia di persone a sostegno dell’intervento dell’esercito, che ha messo agli arresti domiciliari Robert Mugabe. «Mugabe deve lasciare lo Zimbabwe», «Bob non è nostro zio», questi alcuni degli slogan scritti sugli striscioni portati dai dimostranti, che hanno sfilato per le vie della capitale in un clima tendenzialmente di festa. A sostegno della manifestazione si sono schierati la potente Associazione dei veterani di guerra, vicina al governo, e il Movimento per il cambiamento democratico, di opposizione.

Tutto questo trambusto potrebbe avere delle forti ripercussioni anche sulla nazionale di calcio, che in caso di guerra civile non potrebbe partecipare ai Mondiali che si terranno quest’estate in Russia. Ciò aprirebbe uno spiraglio per la nazionale col miglior ranking tra le escluse dalla manifestazione calcistica mondiale. In tal caso si parlerebbe dell’Italia, a cui verrebbe concessa in extremis la possibilità di partecipare. Quanto questo però gioverebbe alla pubblica immagine, quanto non affosserebbe ancor di più una Nazione come l’Italia che si macchierebbe a vita di una partecipazione viziata dal sangue di un altro Stato in guerra? La situazione resta critica e per una volta non si parla di calcio, ma di guerra civile.

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Pubblicato il 18 novembre 2017
Categorie
AttualitàPolitica

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