“2019 nCoV”: ultime notizie

In questi ultimi giorni anche dall’Italia si sta assistendo con preoccupazione al lento diffondersi di un nuovo virus, potenzialmente letale, proveniente dalla Cina, ma occorre prima di tutto fare dei chiarimenti.

I “coronavirus” sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie respiratorie più gravi (si pensi alla SARS all’inizio degli anni 2000). In questo caso, si tratta di un nuovo ceppo, finora mai identificato nell’uomo, che si propaga a partire dagli animali: era accaduto per la SARS, diffusa dagli zibetti in Asia, e per la MERS, dai dromedari in Oriente. La fonte di questo nuovo virus, tuttavia, non è ancora nota.Secondo gli ultimi dati statali, in Cina i morti sono 56, i casi confermati 1.985 la maggior parte a Wuhan e nello Hubei che circonda la città, inclusi 10 tra in Hong Kong, Macao e Taiwan (che i cinesi considerano provincia). I casi sospetti sono 2.684.a riferirlo, il ministro della Commissione sanitaria nazionale di Pechino, Ma Xiaowei.

Come riconoscerlo? I sintomi più comuni includono febbre, tosse, difficoltà respiratorie, con un periodo di incubazione di 14 giorni circa, in cui è counque trasmissibile (a differenza della Sars). Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.  Sfortunatamente, non sono ancora stati approntati vaccini né trattamenti specifici per contrastarne gli effetti.

Non si è, comunque, del tutto inermi di fronte a questa ipotetica, quanto lontana “pandemia”. L’OMS raccomanda che gli operatori sanitari applichino coerentemente adeguate misure di prevenzione e controllo delle infezioni in generale e delle infezioni respiratorie, in particolare. Si raccomanda, inoltre, un’igiene costante e un adeguato comportamento in pubblico, utilizzando fazzoletti per starnutire o tossire; pratiche alimentari sicure (evitare il consumo di cibi crudi o poco cotti, specialmente carne e verdure non lavate bene).

I Paesi sono incoraggiati a continuare a rafforzare la loro preparazione alle emergenze sanitarie in linea con il regolamento sanitario internazionale (2005). In Italia è già attiva una rete di sorveglianza di casi di sospetto coronavirus, in primis l’aeroporto di Roma Fiumicino (con eventuale trasferimento in bio-contenimento all’Istituto Nazionale Malattie Infettive L. Spallanzani di Roma), seguito da Milano-Malpensa. Sotto stretto controllo i voli diretti da/per Wuhan (focolaio dell’epidemia). Finora tutti negativi i casi sospetti in Italia. Per svolgere questi controlli, sono state arruolare anche varie unità in più tra medici e infermieri. Tra costoro, anche un’equipe medica napoletana si è offerta volontaria nelle operazioni presso Fiumicino, per effettuare i controlli sanitari. “Noi medici siamo pronti a fare la nostra parte per un sistema di sorveglianza che è all’avanguardia rispetto alla possibilità di impedire anche la più remota possibilità di diffusione nel Coronavirus”, commenta il presidente nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) e presidente dell’Ordine dei medici di Napoli, Silvestro Scotti. Il virus, tuttavia, sempre rafforzarsi e diffondersi sempre più velocemente. Tre sono infatti le persone infette in Malesia, Giappone e Francia, quattro in Australia, due negli Stati Uniti, in Vietnam e Thailandia, a Macao e in Corea del Sud, una invece a Singapore, Taiwan e Nepal e sei invece ad Hong Kong. A questi si aggiungono un nuovo caso accertato in Canada e uno sospetto a Vienna.

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Pubblicato il 27 Gennaio 2020
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CampaniaItaliaSalute

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