Il caffè difende dal cancro alla prostata e al fegato

Con tre o cinque caffè al giorno, ti levi il medico di torno.

«Quando io morirò, tu portami il caffè, e vedrai che io resuscito come Lazzaro.» diceva Eduardo De Filippo alla domestica in “Fantasmi a Roma”, e pare proprio ci sia un fondo di verità in questa frase. Ultimamente diversi studi hanno dimostrato le molteplici proprietà positive e “protettive” che ha il caffè fatto all’italiana. Il merito sembra essere proprio della caffeina, perché gli stessi test, effettuati sul caffè decaffeinato, non hanno avuto egualmente risultati soddisfacenti.

Una ricerca diretta da Oliver Kennedy della University of Southampton in Gran Bretagna e pubblicata sulla rivista BMJ Open ha portato alla luce i benefici del caffè nella prevenzione del cancro al fegato. Sono state analizzate 2 milioni 250 mila persone – coinvolte in 26 studi precedente pubblicati – indagando sugli stili di vita e soprattutto sul consumo del caffè. Dallo studio si evince che bevendo una tazzina di caffè al giorno si può ridurre del 20% (ossia di un quinto) il rischio del cancro al fegato, quindi bevendo cinque tazzine il rischio sarebbe dimezzato. Mai prevenzione fu tanto saporita, e ciò si deve alla presenza degli antiossidanti e degli antinfiammatori nella bevanda. Gli esperti hanno sottolineato come non si raggiungano gli stessi risultati con il caffè decaffeinato, lasciando presumere un ruolo decisivo della caffeina.

Ciò che emerge da molti studi recenti fa pensare al caffè come la panacèa per tutti i mali. Infatti un’ulteriore ricerca, condotta dall’IRCCS Neuromed di Pozzilli in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e l’IRCCS Istituto Dermopatico dell’Immacolata di Roma, descrive questa bevanda come indispensabile nella prevenzione anche del cancro alla prostata. Dallo studio condotto da George Pounis di Neuromed su 7000 italiani – pubblicato sulla rivista International Journal of Cancer – si evince che chi beve più di tre tazzine al giorno riduce il rischio di cancro alla prostata del 53%. I ricercatori hanno svolto parte dei test anche in laboratorio osservando l’azione degli estratti di caffè su cellule tumorali prostatiche in provetta. Anche in questo caso i risultati hanno escluso un’utilità del caffè decaffeinato nella prevenzione, poiché solo gli estratti con caffeina sono riusciti a ridurre la crescita delle cellule cancerose e quindi la formazione delle metastasi.

Ma quando si parla di caffè, si intende quello fatto “all’italiana”. Sembra, infatti, che il caffè preparato in maniera diversa perda queste proprietà di “difesa” dell’organismo. A mettere in guardia su questo aspetto è proprio Licia Iacoviello, capo del Laboratorio di Epidemiologia Molecolare e Nutrizionale, che ha preso parte allo studio per la prevenzione del cancro alla prostata: «Dobbiamo tenere presente che lo studio riguarda una popolazione del Molise, che quindi beve caffè rigorosamente preparato all’italiana, cioè con alta pressione, temperatura dell’acqua molto elevata e senza l’uso di filtri. Questo metodo, diverso da quelli seguiti in altre aree del mondo, potrebbe determinare una maggiore concentrazione di sostanze bioattive. Sarà molto interessante approfondire questo aspetto.»

L’unica cosa che resta da verificare è come ci si sentirà ad assumere dalle tre alle cinque tazzine di caffè al giorno, e soprattutto se ci saranno effetti collaterali. Resta una scoperta significativa e un’ulteriore passo avanti nella prevenzione di due tipi di cancro che colpiscono sempre più persone. Sarà quindi il caso di cambiare le proprie abitudini alimentari ed approfittare di qualche pausa in più per un buon meritato caffè.

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Pubblicato il 2 giugno 2017
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