Ella la sorella di Barbie arriva in Italia

Non ha una lunga chioma bionda, è diversa da come siamo abituati a vederla, ma è sempre bellissima. Il suo sorriso è immutato, i suoi occhi brillano, solo che la sua testa è calva, proprio come quella di tante bambine affette dal cancro e per questo costrette a subire le conseguenze della chemioterapia.

La Mattel, azienda di bambole più famosa al mondo, ha deciso di accogliere le richieste di moltissimi followers americani, producendo una Barbie in grado di rappresentare un altro lato della società .

Non ha una lunga chioma bionda, è diversa da come siamo abituati a vederla, ma è sempre bellissima. Il suo sorriso è immutato, i suoi occhi brillano, solo che la sua testa è calva, proprio come quella di tante bambine affette dal cancro e per questo costrette a subire le conseguenze della chemioterapia.

Una bambola speciale

Si chiama Ella, è stata realizzata grazie alla società Mattel ed è l’alleata di tante bambine che vivono il trauma della caduta dei capelli in seguito ad una patologia oncologia. L’idea di creare una barbie senza capelli deriva da due giovani donne. La prima, Rebecca Sypin, madre della piccola Kin, affetta di leucemia, e la seconda, Jane Bingham, sottoposta a chemioterapia per curare un linfoma. Insieme hanno chiesto alla Mattel di creare una bambola calva.

Nonostante un primo momento di titubanza, la Mattel non si è tirata indietro e ha prodotto la barbie, seppure in numero limitato, affinché venisse distribuita gratuitamente nei reparti di oncologia pediatrica. La bambola possiede diverse parrucche stravaganti, oltre che bandane colorate e fasce, per aiutare le bambine a ritrovare il sorriso e sentirsi meno sole. Ella ha riscosso immediatamente un enorme successo.

 

La petizione

La prima tiratura di barbie Ella, tuttavia, fu assai limitata, ed è per questo che era stata lanciata una petizione per chiedere alla Mattel di produrne altre. L’appello da parte delle mamme di bimbe affette da cancro ha riscosso un successo clamoroso: in pochi giorni, infatti, si è giunti a ben 100.000 firme.

Oggi è possibile, limitatamente agli Stati Uniti, ricevere gratuitamente una bambola grazie alla partnership con CureSearch for Children’s Cancer attraverso la compilazione di un form.

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Pubblicato il 4 Settembre 2017
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