Fiat e Seat: dal petrolio ai liquidi fognari

Non è una novità che dai rifiuti si genera ricchezza e per una volta l’Italia, invece di essere il problema, sembra essere la soluzione. Più nello specifico è la...

Non è una novità che dai rifiuti si genera ricchezza e per una volta l’Italia, invece di essere il problema, sembra essere la soluzione. Più nello specifico è la Fiat che dopo aver creduto negli incentivi del gas metano, sta sperimentando una nuova forma di eco carburante, che pone le radici in quelli che sono i liquidi prodotti dagli scarichi fognari. Dopo lo slancio propulsivo del tricolore, anche la Spagna pare strizzare l’occhio a tale innovazione grazie ai fondi Volkswagen, la Seat ha stretto una solidale partnership con Aqualia, una macro società impegnata nel trattamento delle acque prodotte appunto dagli scarichi delle fogne. Si colloca al terzo posto come compagnia privata del trattamento fognario, nonché la settima a livello planetario.

Questa nuova forma di carburante, viene definita bio-metano e la sua distribuzione sul territorio, garantirebbe un sostanziale abbattimento delle emissioni di CO2, ridotte circa dell’80%, rispetto ai tradizionali carburanti già in commercio, chiaramente derivati dal petrolio. La casa spagnola ha rilasciato i seguenti punti per iniziare a capire quanto sia importante, far del bene al nostro pianeta, già altamente compromesso, risparmiando anche sui chilometri che quotidianamente si percorrono.

-Il giro del mondo: con l’acqua di scarto di 50mila persone un’auto può percorrere circa cinque milioni di chilometri, come se facesse il giro del mondo 100 volte o andasse sulla Luna sei.
-Come alle Olimpiadi: ogni anno solo in Spagna vengono trattati ben 4mila ettometri cubi di acqua, l’equivalente di 1,5 milioni di piscine Olimpioniche.
-Tanti km da fare: nel frattempo ogni giorno un impianto di medie dimensioni può generare mille metri cubi di bio-metano, una quantità sufficiente a far percorrere 100 km al giorno a 150 auto.

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Pubblicato il 17 marzo 2017
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