Cala il sipario nero sul teatro: addio a Gigi Proietti

Nella doppia ricorrenza della celebrazione dei defunti e in coincidenza con il suo compleanno, addio al grande Gigi Proietti. Con lui va via un pezzo della storia del teatro.

«Che dobbiamo fa’? La data è quella che è, il 2 novembre». Gigi Proietti ironizzava spesso con la ricorrenza del proprio compleanno, quest’oggi tristemente legata alla sua perdita. Proprio oggi, infatti, Gigi Proietti avrebbe compiuto 80 anni. A darne l’annuncio della scomparsa la famiglia, stretta nel cordoglio per la perdita. Era stato mantenuto il riserbo sulle sue gravi condizioni cardiache. Ricoverato da giorni in una clinica romana per accertamenti, era stato colpito ieri da un grave scompenso cardiaco.

Una carriera ricca, lunghissima: più di mezzo secolo in scena e sul set.

Luigi Proietti, in arte “Gigi”, nasce a Roma il 2 Novembre 1940, in via Giulia nel cuore della città. L’incontro col teatro avviene in ambito universitario, mentre frequentava Giurisprudenza (mai conclusa, come lui stesso più volte ha dichiarato) e si esibiva, al contempo, con la chitarra nei locali notturni della capitale. Quando l’Università La Sapienza promuove delle attività parallele, tra cui il CUT (Centro Teatrale Universitario), emergerà la sua vera vocazione e segnerà l’inizio della sua lunga e brillante carriera, eclettica e distribuita tra teatro (dal comico a quello classico e shakespeariano), cinema, televisione a cabaret. Da quel momento in poi, un susseguirsi di successi in tutti i settori. L’istrionico Gigi proietti ha avuto anche esperienze come cantante, facendo parte del gruppo musicale Trio Melody, insieme a Stefano Palatresi e Peppino Di Capri, oltre che come poeta e scrittore.

Poliedrico, showman e, allo stesso tempo, umile e affabile, ma anche esuberante e irresistibile. Ha prestato la voce a star come De Niro, Marlon Brando, Hoffman e Stallone. Ha iniziato a calcare le scene dagli anni 60, poi ha lavorato in diversi film, da ‘Febbre da cavallo’ a ‘Tosca’. Il successo in teatro e al cinema era stato confermato in tv con la serie ‘Il maresciallo Rocca‘. Nel 2002 il ritorno sul grande schermo con il sequel ‘Febbre da cavallo – La mandrakata‘, diretto da Carlo Vanzina e di recente era stato Mangiafuoco nel ‘Pinocchio‘ di Matteo Garrone (ultima esibizione al cinema, dicembre 2019). Indimenticabile voce nel doppiaggio italiano del Genio nel celebre film d’animazione ‘Aladdin’ (nell’originale, doppiato dal grande Robin Williams), ma anche del Gatto Silvestro della Warner Bros. Nel 2002 interpreta Gandalf nella trilogia cinematografica de “Lo Hobbit”. Narratore/ospite nei programmi-documentari di Alberto Angela (Ulisse – Il piacere della scoperta, Meraviglie – La penisola dei tesori). Nel film “Dragonheart” del 1996, prestava la voce di Draco, mentre nella versione originale del film, la voce è quella di Sir Sean Connery, recentemente scomparso.

Sia sul palcoscenico che in pellicola, ha ricevuto l’ammirazione e l’affetto del pubblico con grande impegno e passione per la recitazione, senza mai risparmiarsi, come lui stesso affermava: «Chi fa questo mestiere deve amare in modo sacro il proprio lavoro».

Print Friendly, PDF & Email
Pubblicato il 2 Novembre 2020
Categorie
CinemaCulturaItaliaNews

Articoli correlati